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Si deve togliere il dente! Una decisione dura e definitiva che può preoccupare. Perché si toglie un dente? Nei bambini si toglie quando il dentino di latte non se ne vuole andare e inibisce l’eruzione del dente permanente che sta sotto, o quando un dente di latte ha un ascesso che non si riesce a fare guarire. Nel bambino e nel ragazzo possiamo togliere un dente permanente per ragioni di affollamento, cioè ci potrebbe essere troppo poco spazio per collocare tutti i 16 denti in un’arcata. Dopo un accurato studio degli spazi disponibili l’ortodontista potrebbe consigliare di togliere eventualmente alcuni premolari per poter arrivare ad un equilibrio tra l’arcata inferiore e superiore. Negli adulti di solito togliamo un dente se è veramente arrivato all’ultima spiaggia, per esempio quando a causa della parodontite ha una mobilità di terzo grado (una bandiera nel vento) per mancanza di osso di sostegno. Una carie profonda ed estesa che ha intaccato anche la radice può essere la ragione di un’estrazione. Altra indicazione si verifica quando una cura canalare e un’apicectomia non hanno avuto un esito positivo. Magari il granuloma si sta trasformando in una ciste o la fistola continua ad avere un essudato purulento, e allora è meglio togliere il dente. Il dente del giudizio viene tolto quando c’è una mancanza di spazio od è incluso nell’osso e di conseguenza erotto solo parzialmente. Quando un dente viene tolto e decidiamo di mettere un impianto dentale per sostituirlo, facciamo nei casi indicati una rigenerazione ossea post-estrattiva immediata. Vuole dire il pulire adeguatamente con il laser l’osso e la ferita e riempire il sito post-estrattivo, ovvero lo spazio nel osso dove stava il dente prima, con un osso artificiale. Copriamo quindi il tutto con una membrana per poter ottenere già da subito una quantità di osso sufficiente per poter posizionare un impianto in un secondo tempo, e per evitare che l’osso dopo l’estrazione si riassorba in modo eccessivo. Nei casi indicati posizioniamo immediatamente l’impianto dopo l’estrazione e la decontaminazione laser. Qui però vogliamo rivalutare bene con te i vantaggi e gli svantaggi dell’impianto immediato. Potremo poi nella stessa giornata posizionare una capsula provvisoria sul dente, in modo che nemmeno un giorno sta senza dente. Certo non ci si può masticare ma la funzione estetica è garantita. Un dente viene tolto quando l’anestesia funziona completamente in modo che non si avverta alcun dolore. Usiamo diversi strumenti per sollevare il dente dalla sua sede. Magari si sente nel lavorare una leggera pressione, ma di solito ci vuole più tempo a mettere l’anestesia che a togliere il dente.Certe volte facciamo una coagulazione con il laser e non usiamo suture ed altre volte invece applichiamo alcune suture. Bisogna stringere fra i denti una garzina per mezz’ora ed eventualmente mettere del ghiaccio sulla guancia. Nei pazienti che per ragioni mediche devono prendere degli anticoagulanti proseguiamo con l’estrazione dopo che abbiamo fatto un accordo sulle tempistiche dell’intervento e quelle dell’assunzione del farmaco in consiglio col medico curante. Come cura post- estrattiva applichiamo le spugne di collagene e suturiamo accuratamente accanto alla coagulazione laser. Il paziente dovrebbe tenere a disposizione l’acido tranexamico per eventuali sciacqui o tamponamenti con la garza imbevuta del prodotto per l’eventualità che ci fosse ancora un fuoriuscita di sangue. In caso di emorragia post-estrattiva bisogna annodare un fazzoletto di cotone, stringere il nodo del fazzoletto tra i denti e sulla ferita e mettere del ghiaccio contro la guancia e tenere la testa sempre in posizione sollevata, non sdraiarsi. Per evitare un sanguinamento bisogna evitare di sciacquare la bocca, o di succhiare sulla ferita. Bisogna inoltre parlare poco, non agitarsi e dormire con un cuscino in più. Non si dovrebbe disturbare il coagulo nel sito post-estrattivo perché può dare una guarigione alterata che allunga notevolmente i tempi di chiusura della ferita. Allo stesso modo anche il fumo rallenta del 50% la guarigione e può provocare una forte infiammazione all’osso disseccato dal fumo. Questa condizione si chiama dry socket e causa un grande dolore e richiede un trattamento molto lungo per fare guarire la ferita definitivamente. 
Come sono fatte le gengive? Le gengive avvolgono e circondano i nostri denti. C’è un piccolo spazio tra dente e gengiva che si chiama solco. Inoltre la festonatura, ovvero la forma a ghirlanda della gengiva è perfezionato dalla presenza della papilla, il triangolo di gengiva che riempie lo spazio tra due denti vicini. Quando le gengive sono sane hanno un aspetto roseo con delle piccole impressioni che ricordano la buccia d’arancia. Nella gengiva sana però si possono trovare pigmentazioni più scure che sono legate al tuo biotipo di carnagione. Se li trovi sgradevoli allora nello Studio Moll li puoi fare togliere con il laser senza anestesia né bisturi né trapano. Come sono relazionate all'osso? Le gengive coprono l’osso di sostegno del dente che mostra perciò sempre la sua architettura. Quando il colletto si scopre progressivamente e la gengiva, nonostante l’aspetto sano, si abbassa sempre di più, vuol dire che in quella porzione si è ritirato l'osso. Le recessioni della gengiva sana avvengono a causa di un metodo di spazzolamento troppo violento, anche se è un fenomeno che comunque con l’aumentare dell’età si presenta più frequentemente. Si possono verificare dei colletti sensibili che possono essere trattati con il laser per rimuovere immediatamente il dolore. Potremo anche coprire i colletti con la gengiva. Un intervento di chirurgia plastica parodontale elimina la sensibilità dentinale e risolve contemporaneamente l’aspetto estetico del dente allungato. In qualche caso potrebbe anche trattarsi di un frenulo troppo spesso e corto a causare la recessione. Dopo la rimozione del frenulo con il laser, di solito la gengiva riprende la copertura del colletto. Sorriso gengivale In qualche caso si nota troppo la gengiva, cosicché si ha un sorriso gengivale o “gummy smile”, vuol dire che il dente non è del tutto erotto. Si può rimediare se trovi questa condizione antiestetica con un allungamento della corona clinica. Si tratta di un trattamento laser-assistito che rimuove l’abbondanza di gengiva ed eventualmente anche l’osso per poter creare una festonatura gradevole nel rapporto con il labbro superiore. Come mai si infiammano le gengive? La gengiva può ammalarsi e infiammarsi: in questo caso si chiama gengivite ed è causata dalla placca batterica rimasta sui denti e nel solco della gengiva. Con un leggero tocco essa incomincia a sanguinare e spesso il paziente poi evita di toccare ulteriormente la gengiva, il che peggiora solo la situazione. In questo caso le gengive hanno un aspetto rosso e gonfio, certe volte anche scostato dal dente. Come gli adulti anche i bambini e gli adolescenti possono soffrire di gengivite. I primi perché non spazzolano bene, mangiano troppe volte al giorno senza spazzolarsi dopo, o quando hanno un apparecchio ortodontico che non puliscono bene. I secondi per le medesime ragioni, ma anche perchè hanno dei cambiamenti ormonali che rendono le gengive più fragili. La stessa cosa si verifica anche nelle donne in gravidanza con livelli ormonali scombussolati, le quali hanno una sensibilità maggiore. Con un protocollo ben preciso si affronta questa condizione per evitare che il fenomeno possa progredire e diventare una parodontite. Una gengivite si risolve con un’igiene orale professionale e con la quotidiana rimozione della placca batterica che la causa, usando spazzolino, scovolino, filo interdentale ecc. finchè non c’è più sanguinamento e le gengive hanno di nuovo il loro aspetto salutare. Certo se sono apparse anche delle ulcerazioni sulla gengiva allora la cosa è ben più grave e richiede un trattamento mirato con prescrizioni di medicinali. Parodontite o piorrea, quale è la causa? Quando non si interviene questa gengivite può trasformarsi in parodontite.I sintomi della gengivite sono amplificati e l’alito diventa pesante con un sapore cattivo persistente in bocca; i denti potrebbero spostarsi, creando degli spazi tra essi o allungarsi. La perdita di stabilità è talvolta abbinata a delle fuoriuscite di pus. In questo caso la gengivite ormai è diventata cronica e ha coinvolto l’osso di sostegno del dente. Si trovano placca batterica e tartaro sui colletti dei denti, anche se in certi casi si verifica una parodontite con una limitata presenza di placca. Facciamo la diagnosi con il sondaggio del solco gengivale del dente con uno strumento che misura la sua profondità fino a 15mm. Sopra i 4mm possiamo chiamarla tasca parodontale, che vuol dire che ha perso osso di sostegno del dente a causa di un’ infezione batterica. Non si riesce a rimuovere la placca da quella profondità e cosi i batteri hanno gioco libero e infiammano sempre di più l’osso sottostante che si ritira e va a formarsi tartaro sotto la gengiva. La diagnosi viene confermata dalla radiografia che ci dimostra la severità della perdita d’osso. Le cause della malattia parodontale o piorrea sono come già descritto la placca batterica. Alcune condizioni possono peggiorare o influenzare negativamente questa malattia. Fattori aggravanti Il fumo è una fattore di rischio importante. Un fumatore spesse volte ha le gengive anemiche senza difese. Non sanguinano nemmeno eppure ci sono delle tasche parodontali profonde. La predisposizione è ereditaria, quando i genitori o i nonni o gli zii soffrirono di piorrea e hanno perso i denti, rischi anche tu se non mantieni un’ igiene orale adeguata. Con la gravidanza per i cambiamenti ormonali le gengive sono più sensibili alla placca batterica e si infiammano più facilmente e più severamente. E’ molto importante un controllo rigido della malattia parodontale nelle donne in gravidanza per non rischiare delle complicanze ostetriche. Una malattia parodontale trascurata potrebbe causare delle gravi alterazione a carico della placenta e del feto che comporta un incremento del peso ridotto, un nascituro sottopeso e contrazioni uterine premature con conseguente parto pre-termine, appunto. Un’altro fattore di rischio è lo stress che comporta purtroppo un abbassamento delle difese immunitarie e una trascuratezza dell’igiene personale. Diabete e malattie cardiovascolari possono favorire lo sviluppo della parodontite. La parodontite destabilizza il diabetico e peggiora le condizioni del paziente con problemi cardiovascolari, questo è un circolo vizioso che bisogna interrompere trattando adeguatamente la parodontite con le varie terapie. Inoltre l’uso di certi medicinali come antidepressivi o contraccettivi o altri farmaci possono influire negativamente sulla salute della gengiva Trattamento parodontite | Prima fase I trattamenti consistono in una terapia causale, vale a dire eliminando le cause, la placca e il tartaro e controllando dove possibile i fattori di rischio. Con l’igiene orale professionale (in più sedute ravvicinate se c’è tanto tartaro), dobbiamo eliminare i batteri virulenti dalla tua bocca. Eventualmente somministriamo l’anestesia dove necessaria e daremo un'istruzione su come mantenere bene l’igiene orale con l’ausilio di filo interdentale, scovolini, stuzzicadenti, spazzolino elettrico e idropulsore. Prescriviamo un collutorio a base di clorexidina e in certi casi sono indicati anche gli antibiotici. Dopo l’igiene un paziente può essere più sensibile al caldo e freddo, questo può essere passeggero ma nel caso che il fenomeno non diminuisca da solo potremo desensibilizzare i colletti con il laser il chè dà un sollievo immediato. Ti richiamiamo regolarmente per il controllo della salute della gengiva. Trattamento parodontite | Seconda fase Una volta stabilizzato il paziente possiamo considerare di intervenire chirurgicamente per migliorare l’architettura dell’osso e di conseguenza della gengiva in modo da facilitare tutte le azioni del paziente per mantenere l’igiene orale.Ci sono diversi obiettivi nella chirurgia parodontale. La tecnica del rimodellamento osseo si chiama chirurgia resettiva, che prevede la rimozione dell’osso con il laser in quei punti dove si viene a creare un cratere in cui si possono annidare placca e batteri. Come risultato hai dei denti più lunghi ma con una conformazione della gengiva che facilita la pulizia. Anche qui nel caso di persistente sensibilità dentinale un trattamento laser rimuove rapidamente questo disagio. Applichiamo la tecnica di rigenerazione ossea nei settori estetici. Dopo una decontaminazione laser della superficie radicolare riempiamo un difetto osseo intorno alla radice con un sostituto osseo e copriamo il tutto con una membrana. oppure con un gel osteoinduttivo, Emdogain. Cerchiamo di riavere l’osso perso che giova all’estetica e alla salute della gengiva. Dopo interventi del genere bisogna seguire rigorosamente le istruzioni post-operatorie e le prescrizioni dei medicinali. (vedi foto) Trattamento parodontite  | Terza fase La terza fase è la rivalutazione e il mantenimento del risultato ottenuto. Il monitoraggio dello stato gengivale è essenziale per poter intervenire tempestivamente al minimo segno di ricaduta. Purtroppo un paziente affetto da parodontite sarà per tutta la sua vita soggetto a una ricaduta facile se si abbassa la guardia.Vanno seguite alla lettera le istruzioni del parodontologo e tenuto alte le azioni di igiene orale quotidiano. Come mi comporto avendo la parodontite? A chi soffre di parodontite consigliamo di venire ogni 3 o 4 mesi per un controllo o un’igiene orale professionale. Soprattutto se la persona si è sottoposta a degli interventi conviene mantenere sempre la guardia alta, perché se si trascura si può ritornare alle situazioni precedenti e si possono perdere dei denti. Si consiglia vivamente di mandare anche la moglie, il marito, il/la fidanzato/a il partner per un'igiene orale professionale E un controllo dello stato parodontale. I batteri si trasmettono e la parodontite è considerata un “kissing disease” cioè la malattia del bacio, e contagiosa. Nota bene però che i batteri si possono trasmettere, ma non la predisposizione. Ecco perchè in un nucleo familiare può esserci un componente solo affetto da parodontite. Se una persona riesce a controllare i fattori ambientali che sono cause aggravanti come fumo, stress, stile di vita migliore rapidamente la prognosi. Così anche da chi riesce a curare bene la Diabete e malattie cardiovascolari tenendoli sotto controllo la situazione parodontale giova e rallenta il progresso dell'infiamazione cronica.
COSA 'E UN GRANULOMA Il granuloma è una lesione apicale, un vuoto nell’osso di sostegno del dente, riempito con tessuto infiammatorio e pus, di solito alla punta della radice. Un paziente normalmente non avverte dolore. Si scopre con la radiografia, ma talvolta anche già dai sintomi, quando si sente il dente sollevato, o se c’è una fistola, che sarebbe una bollicina biancastra sulla gengiva, che produce pus. Il granuloma si può formare quando il nervo del dente o la polpa dentale muoiono dopo un trauma, oppure a causa di carie profonda, quando è presente un otturazione molto profonda,o nel caso di un insuccesso del trattamento endodontico, quando la devitalizzazione è incompleta. Un dente può essere parzialmente o totalmente avitale e i resti necrotici del nervo vanno in putrefazione. Le tossine dei batteri distruggono l’osso e producono pus. Anche spesse volte non si sente dolore soprattutto quando c'è una fistol, un granuloma può essere considerato una bomba ad orologeria. DIAGNOSI DI UN GRANULOMA Con una panoramica si può intravedere, ma con una semplice radiografia endorale si può avere la conferma di un granuloma alla punta della radice o una pericoronite presente. Va detto però che anche la rx endorale ha i suoi limiti e può darsi che questo esame non basta e solo con un CB/CT o immagine3D si può veramente identificare il granuloma e valutare le sue reali dimensioni anche sagittali. In questo modo si può dare una prognosi più precisa al paziente. Una persone può avere più granulomi dai diversi denti o dale diverse radici del medesimo dente. Lo sviluppo di un granuloma o meno può dipendere anche dal sistema immunitaria di un paziente. I denti con granulomi possono dare dei problemi ai diabetici e a persone con altre malattie sistemiche e vanno sempre trattati. Così anche nei pazienti che devono sottoporsi a chemioterapie vanno risolti tutti i problemi endodontici e parodontali prima di iniziare questa cura importante. TRATTAMENTO DI UN GRANULOMA Nel caso di un trauma o di una carie profonda il trattamento consiste nella devitalizzazione. Attraverso la corona del dente si pulisce la camera pulpale e i canali dove si trova il nervo necrotico. Questo trattamento endodontico viene eseguito in una o più sedute. Con la chiusura ermetica dei canali alla punta della radice e con un materiale bioinerte come la “gutta-percha” bisogna aspettare vari mesi per la guarigione. Dalla radiografia vedremo una remineralizzazione dell’osso dove prima si trovava la lesione. Nel caso di un dente già trattato endodonticamente bisogna valutare se è possibile rifare la cura canalare o eseguire un apicectomia, cioè la rimozione della punta della radice in un intervento chirurgico per salvare il dente. In tutti i casi, la guarigione si controlla radiograficamente dopo 6-12 mesi. CONSEGUENZE DI UN GRANULOMA I Quando il diametro di un granuloma sulla radiografia supera le 5 mm, lo si può chiamare una ciste odontogena. Va valutato attentamente se è ancora il caso di tentare un ritrattamento endodontico oppure un'apicectomia. Spesse volte conviene un' estrazione seguita, dopo la guarigione della lesione nell'osso, dall'inserimento di un impianto dentale, che ha una prognosi molto più favorevole di qualsiasi tentativo di salvare un dente in quelle condizioni. Nello Studio Moll usiamo il laser per decontaminare bene il sito post-estrattivo per eliminare tutti i microbi che in certi casi ci permette di mettere l'impianto immediatamente all'evento dell'estrazione.                                                                                                                                                                                                                                     CONSEGUENZE DI UN GRANULOMA II Un granuloma può creare una grande perdità di osso a causa dell'infezione cronica, bisogna in quel caso ricostruire l'osso mediante le tecniche di rigenerazione ossea prima di poter proseguire con l'inserimento di un impianto. Se il danno è limitato si può fare la rigenerazione ossea contemporaneamente al posizionamento dell'impianto.
Quando mancano dei denti, sempre più spesso si sceglie una soluzione fissa, senza coinvolgere i denti vicini. Cioè si decide per degli impianti dentali, le radici artificiali, con le quali si mastica come con i denti naturali. Ci sono però delle chiare indicazioni e controindicazioni. Non è sempre un’alternativa possibile ad un apparecchio rimovibile o ad un ponte. Dipende dalla salute, dalle limitazioni anatomiche e dalle disponibilità del paziente. Gli impianti possono essere usati per sostituire un dente singolo o tutti i denti di una arcata, o potrebbero essere dei pilastri per un ponte fisso, ma possiamo anche incrementare notevolmente la stabilità di una protesi totale con l’aiuto degli impianti. Un impianto dentale assomiglia molto ad una vite che si colloca nell’ osso con un intervento chirurgico poco invasivo. Con l’anestesia locale si sposta la gengiva dove prima si trovava il dente e si crea il foro adatto per l’impianto. Spesse volte non troviamo osso sufficiente per poter ospitare l’impianto, come in un muro sottile non avrebbe poi la stabilità primaria. In tal caso dobbiamo rigenerare l’osso, una procedura che crea le condizioni giuste per poter procedere con il posizionamento della vite. Come si può capire il futuro dente sull’impianto deve avere un buon ingranaggio con gli altri denti in bocca e per questa ragione, quando non troviamo osso nel posto giusto, bisogna anche in quel caso rincorrere alla tecnica di rigenerazione ossea. In certi casi proponiamo invece dell’intervento un trattamento ortodontico. Con la rigenerazione ossea ortodontica si spinge una radice in una certa direzione creando cosi osso sufficiente per posizionare una vite di titanio. Nello Studio Moll ci siamo specializzati e abbiamo sempre seguito attentamente tutti gli aggiornamenti nel campo di rigenerazione ossea. Senza la conoscenza eccellente di quest'ultima non si può affrontare un intervento di chirurgia implantare perchè si trova dei diffetti ossei in nove su dieci casi. Usando le tecniche idonee e i materiali scientificamente comprovati riusciamo a risolvere anche il tuo caso quando ti hanno detto "non hai osso sufficiente, niente da fare, niente impianti" Finito l’intervento bisogna aspettare da 3 a 6 mesi per poter mettere in funzione la radice artificiale. Ma c'è con la giusta indicazione anche l'opzione di un carico immediato. (vedi carico immediato) Quando si attende l’osteointegrazione, ovvero la creazione di un legame intimo tra osso e l’impianto, che è fatto di Titanio, un materiale bioinerte.Trascorso questo periodo bisogna riportare alla luce la vite da sotto la gengiva. Questa procedura nello Studio Moll viene eseguita con l’ausilio del laser. Senza anestesia o con una crema anestetica. Dopodiché possiamo continuare con le procedure per preparare la protesi desiderata. I grandi vantaggi degli impianti sono soprattutto la ritrovata funzionalità masticatoria, paragonabile a un dente naturale. I denti vicini non sono coinvolti, non ci vogliono pilastri per la sostituzione di un dente mancante. L’impianto è inserito nell’osso e può sostituire apparecchi e altre protesi rimovibili ciò evita il riassorbimento osseo che comporta gli apparecchi rimovibili. Certo l’impianto richiede più attenzione per quanto riguarda l’igiene orale quotidiana. Va pulito sempre meticolosamente con spazzolino, scovolino o superfloss.Lo svantaggio è magari il fatto che devi subire un intervento chirurgico. Potresti sentire dei disagi, anche se lievi, ad alcune persone può gonfiare la parte trattata. Bisogna prendere medicine (antibiotici ecc.) e seguire alla lettera le indicazioni post-operatorie, come l’astenersi dal fumo giorni prima e dopo l’intervento. Il rischio di fallimento, il cosidetto rigetto, in generale è del 5-8%. Questa percentuale è un po’ più alta quando un soggetto fuma, soffre di diabete o di altre malattie sistemiche. Un paziente è idoneo per l’implantologia se è in buona salute, con le gengive sane e con una seria motivazione a mantenere bene l’impianto, e a recarsi 2/3 volte all’anno da noi per farsi controllare. Dall’anamnesi medica possiamo vedere se ci sono controindicazioni per un trattamento implantare. Nello Studio Moll usiamo il laser per la gestione dei tessuti molli peri-implantari, e l'ultrasuoni piezosurgery per le osteoectomie, ovvero il sito nell'osso . La scelta di usare un apparecchio ad utrasuoni abbiamo fatto perchè è motlo più a-traumatico delle frese tradizionali. Ti vogliamo dare il massimo del confort, lavorando in modo più a-traumatico possibile che comporta una rapida guarigione e successo della terapia implantare. Consulta le domande frequenti sull'implantologia 
Impianti con carico immediato In implantologia parliamo di carico immediato quando entro 48 ore dall'intervento sull'impianto dentale viene messa una protesi provvisoria. Vogliamo distinguere diverse scenari: Quando potremo fare un impianto con carico immediato? 1/E' possibile fare l'estrazione con impianto immediato, ma solo nel caso di una stabilità primaria perfetta si può anche subito protesizzare con provvisorio. Certo è che spesse volte dopo un'estrazione c'è una mancanza ossea che potrebbe impedire l'aproccio del carico immediato. Dobbiamo tenere conto dell'ampiezza del difetto osseo che potrebbe richiedere l'uso di tecniche di rigenerazione ossea e di conseguenza allontanare la possibilità di un carico immediato. Un altra ragione per preferire un impianto a tempo differito (8 settimane dopo l'estrazione) potrebbe essere la presenza di un granuloma esteso al livello dell'apice della radice da estrarre. Preferiamo fare guarire l'osso e i tessuti molli in modo che non ci sono più esiti batteriche dove prima si trovava il granuloma. Per poi non oltre le 8 settimane di attesa procedere con l'intervento di implantologia in questo caso potremo anche fare un carico immediato: il dente provvisorio immediatamente sopra l'impianto. 2/Dopo la guarigione del sito post-estrattivo con o senza rigenerazione ossea si posiziona l'impianto che carichiamo subito con una protesi. Ci sono delle distinzioni da fare per quanto riguarda la funzionalità. Un impianto può avere un provvisorio immediatamente posizionato dopo un intervento, ma non dovrà avere alcuna funzione per quanto riguarda la masticazione. Benché servirà esclusivamente per ragioni estetiche e non sarà in contatto con i denti con cui nel futuro avrà il suo ingranaggio. La funzionalità masticatoria viene sostenuta dai denti adiacenti durante la guarigione e il periodo di osteointegrazione. Invece metteremo subito in carico masticatorio occlusale nei casi in cui posizioniamo più impianti per sopportare per esempio una protesi totale. (All on six, All on four). In questa maniera c'è una distribuzione del carico funzionale su più impianti splintati dall'apparecchio. Sono un candidato per carico immediato? Prima che optiamo per una soluzione con carico immediato nello Studio Moll facciamo, come per qualsiasi intervento invasivo, una valutazione attenta dello stato generale della bocca.  Valutiamo lo stato della dentatura residua, la situazione parodontale che riguarda le gengive e il sostegno del dente nell'osso e ci soffermeremo particolarmente sulle condizioni igieniche della bocca. Un indice importante che ci rivela quanto ci tieni alla tua bocca e quanta voglia o capacità avrai di mantenere nel tempo una protesi sui impianti. Posso usare i denti subito normalmente? E' estremamente importante che il carico immediato non sia un carico eccessivo. Sappiate che i micro-movimenti fino a 150 micron causati magari dal passaggio del cibo non disturberanno l'osteointegrazione. Superando questo limite però c'è il rischio di interposizione di tessuti molli che impedisce l'accrescere dell'intimo contatto tra impianto ed osso, l'osteointegrazione appunto. Facciamo un analisi dei modelli di studio, delle radiografie e delle tomografie. Faremo delle protesi provvisorie che proviamo in bocca controllando la loro funzionalità. In fine basandoci su queste informazioni, avendo studiato tutto il tuo caso, potremo fare l'intervento implantare  protesicamente guidato con l'obiettivo di consegnare una protesi immediata idonea. Trascorsi 4-6 mesi dal posizionamento della protesi provvisoria, utili per l'osteointegrazione degli impianti, si può iniziare con la realizzazione del manufatto definitivo. I grandi vantaggi del carico immediato sono il mantenimento dell'osso, che subisce adesso un riassorbimento minore e l'estetica istantanea in seguito all'intervento. Lo svantaggio potrebbe essere un leggero aumentato del rischio di rigetto. Come sempre nello Studio Moll valutiamo insieme quale sia la strada giusta da percorrere prendendo in considerazione la tua salute , le tue abitudini (fumo, igiene orale), le tue esigenze e le condizioni e limitazioni della tua bocca Simmagini 3D che sono indispensabili per poter fare un progetto per la sua bocca con impianti.
Ortodonzia In studio Mollsi risolvono casi da semplici ad altamente complessi, focalizzando il lavoro sulle reali necessità del paziente e rendendo i risultati equilibrati dal punto di vista sia funzionale che estetico, ottenendo stabilità duratura nel tempo.  di ortodonzia, sia sempre aggiornato su tutte le tecniche e possibilità ortodontiche e che, possa offrire un approccio multidisciplinare in grado di risolvere la quasi totalità delle problematiche che i pazienti possano presentare. Perche ho bisogno di ortodonzia? Ci sono varie ragioni per iniziare un trattamento ortodontico: 1/per avere un bel sorriso, 2/per fare combaciare bene i denti ed ottimizzare la funzionalità 3/perchè lo richiede un trattamento protesico con capsule 4/per poter mantenere una buona igiene orale. 5/per creare spazio per un impianto o per rigenerare osso per un impianto L'indicazione universale è una malocclusione, ovvero una chiusura ed un ingranaggio non perfetto dell'arcata dentale superiore con quella inferiore. Ortodonzia Bambini Nei bambini si interviene preventivamente per guidare la crescita e per evitare che si sviluppi o che peggiori un'occlusione errata. Nei piccoli pazienti in crescita si può intervenire sulla posizione dei denti, ma anche sulla relazione tra mascella superiore e quella inferiore, che riguarda un componente scheletrico. Ci sono tanti tipi e combinazioni di malocclusione, ad  esempio: quando la mandibola cresce più lentamente si può sviluppare una sporgenza eccessiva dei denti superiori. Invece quando la mandibola cresce rapidamente, ci può essere una chiusura dei denti inversa con un mento sporgente. Esistono il morso aperto (il dente superiore non tocca e non copre minimamente il dente inferiore), il morso incrociato (il dente superiore chiude all'interno del dente inferiore), il morso profondo (il dente superiore copre troppo il dente inferiore), ed altri ancora. Ortodonzia Adulti Negli adulti si interviene per ragioni estetiche (denti storti), protesiche ( posizione errata del dente), problemi di articolazione (dolore, bruxismo), come prevenzione di problemi parodontali, la piorea (affollamento dei denti, denti inclinati), ma anche come alternativa di trattamento nell'implantologia. Invece di un intervento di rigenerazione ossea, necessario quando manca l'osso per poter posizionare un impianto, l'ortodontista con lo spostamento di una radice riesce a creare l'osso sufficiente al fine di installare l'impianto dentale in una sede più solida. Certo, il paziente dovrà portare per dei mesi un apparecchio, mentre un intervento chirurgico di implantologia dura un'oretta. Potrebbe essere una scelta personale del paziente, come potrebbe essere un indicazione medica. Sarà sempre necessario valutare accuratamente quali siano i vantaggi e gli svantaggi di ogni approccio.  Come mai ritornano indietro i denti raddrizzati? Purtroppo vediamo spesso pazienti che hanno già subito da bambino trattamenti ortodontici anche lunghi, ma che nel tempo è risultato insufficiente oppure i denti sono tornati indietro. Questo fenomeno si chiama "relapse" e sarebbe stata evitato se ci fosse stata applicato una contenzione adeguata a fine trattamento per bloccare il risultato ottenuto. Alla fine di ogni trattamento ortodontico viene consigliato questa contenzione che può esere uno splint (filo incollato all'interno dei denti o una mascherina notturna che mantiene il risultato ottenuto. Come si spostano i denti? Per spostare dei denti o intervenire sulla crescita e rigenerazione ci vogliono delle forze continue guidate. Gli apparecchi ortodontici che vanno regolati di tanto in tanto, tirano e spingono i denti nella direzione giusta, effettuando in questo modo la funzione desiderata. Nota bene che è indispensabile per favorire lo spostamento dei denti, un'ottima igiene orale, che è un po' più complicata da mantenere con un apparecchio fisso. Apparecchi per bambini Per i bambini senza dubbio sono indicati gli apparecchi rimovibili e fissi. Il rimovibile consiste in una base in resina appoggiata sul palato con varie fili di metallo che lo tengono in posizione.‘E molto facile la mettere e levare. L'apparecchio fisso consiste negli attacchi di metallo (o quarzo) incollati sui denti e un filo di metallo che passa sopra i denti lungo gli attacchi stessi. Apparecchi per adulti Gli adulti spesse volte preferiscono gli attacchi di quarzo, perché sono meno evidenti. Ci sarebbe inoltre la cosiddetta ortodonzia invisibile, l'apparecchio è fissato con gli attacchi posizionati lingualmente, che non si vede, ma funziona ugualmente. L'ortodontista può controllare con precisione lo spostamento dei denti. Questo approccio viene utilizzato sempre meno perchè comporta comunque dei disaggi notevoli per il paziente iniziando con la difficoltosa pulizia della bocca e dell'apparecchi. Invisalign la tecnica d'avanguardia per adulti e giovani adulti. Un'alternativa invisibile sarebbe, per i casi indicati, l'Invisalign. Con questa tecnica i denti sono spostati con l'ausilio delle mascherine completamente trasparenti, portati sopra i denti che spingono i denti nella posizione desiderata. All'inizio stanno leggermente strette, ma dopo una o due settimane stanno più larghe e bisogna cambiarle per le mascherine successive, spostando denti volta in volta un po'. Questa tecnica piace moIto perché sei strettamente coinvolto nel trattamento, perché tu stesso cambi le mascherine con delle nuove. L'assenza dei fili e degli attacchi fa sì che sono facilitati l'igiene orale e l'accettazione del trattamento. Visto che ci sono più di 4 milioni di persone trattate con Invisalign nel mondo, la tecnica è molto evoluta e oggi si riesce a risolvere anche i casi più complessi. Le malocclusioni di II° e III° classe e i gravi affollamenti ecc. Le spese per i diversi trattamenti visibili e non-, cambiano a seconda della tecnica scelta.
COSA É LA MUCOSITE PERI-IMPLANTARE La peri-implantite è una condizione patologica, un’infiammazione grave intorno all’impianto dentale che si puó manifestare attorno agli impianti dentali con perdita di osso di sostegno. La patologia va dalla mucosite peri-implantare reversibile, le cui lesioni riflettono una risposta immunitaria a una infezione batterica, alla peri-impiantite. Quando un impianti, il suo colletto e le mucose intorno non vengono puliti bene, i tessuti molli che circondano l’impianto (la mucosa) si infiammano, per causa della placca batterica. Questo primo stadio che si chiama mucosite è reversibile. Si riconosce perché la mucosa intorno all’impianto é gonfia ed arrossata e al tocco la mucosa sanguina. Ancora l’infiammazione non si è spostata al livello dell’osso. Con una meticolosa pulizia e sciacqui o applicazioni di gel a base di chlorexidina si può risolvere.   COSA É LA PERI-IMPLANTITE? Invece lo stadio successivo è la peri-implantite, che può manifestarsi se l’igiene quotidiana è stata trascurata per più tempo e di conseguenza ha causato la perdita dell'osso in cui è collocato l'impianto. Al sondaggio può defluire il pus. I sintomi certe volte sono anche assenti, soprattutto anche nei fumatori, però sulla radiografia vediamo una perdita di osso grave intorno all’impianto. Arrossamento, gonfiore, sanguinamento sono però dei sintomi piú comuni. Una capsula staccata dall’impianto può essere un campanello d’allarme, anche se non c'è sangue o dolore. Senza trattamento si potrebbe perdere l’impianto quando l’infezione e il conseguente riassorbimento osseo hanno raggiunto le spire più profonde dell'impianto. Il rigetto dell'impianto può accadere anche dopo anni di funzionalità apparentemente senza disturbi.                                                                        LA PERI-IMPLANTITE FA MALE? Le perimplantiti sono un problema importante e sono un problema molto attuale, progressivamente crescente dell’odontoiatria e, purtroppo, non sono facilmente gestibili. Il paziente spesse volte non si accorge di niente, non sente dolore se non un fastidio alla gengive. Può essere per causa delle gengive molto spesse che non dimostrano alla superficie ciò che accade sotto lungo l'impianto.Un peri-impiantite può progredire senza sintomi. Ecco perché la loro incidenza è sicuramente sottostimata, perché se non si effettua un attento esame diagnostico, vengono riconosciute tardivamente. Il nostro compito fondamentale è quello di riconoscere e trattare precocemente le patologie perimplantari. Si possano assestare sul 10-15% degli impianti affetti da peri-implantite. Le superfici ruvide hanno un ruolo specifico in questo problema perchè le superfici ruvide sono più facilmente colonizzabili dai batteri e, una volta infettate, sono praticamente impossibili da decontaminare con strumenti tradizionali (spazzolini, antibiotici, applicazioni di acqua ossigenata), se no con un Laser ad Erbio.  TRATTAMENTO LASER DELLA PERI-IMPLANTITE? Il protocollo per il trattamento di peri-impiantite é ampiamente discusso e di recente é si é provato che il trattamento con il Laser Er,CR:YSGG è uno dei più promettenti in assoluto per affrontare questa nuova malattia della bocca. Con risultati nettamente migliori degli spazzolini, applicazioni di chorexidina o di acqua ossigenata ecc. Nello Studio Moll abbiamo un Laser con questa lunghezza d'onda che non danneggia l'osso circostante al impianto. ll trattamento consiste in un piccolo intervento in cui la gengiva viene sollevata. Con il laser decontaminiamo meticolosamente  sia la superficie dell’impianto che l’osso e asportiamo i tessuti infiammatori. Dopodiché con le tecniche di rigenerazione ossea si ricostruisce con un sostituto osseo il difetto intorno all’impianto e lo copriamo con una membrana riassorbibile. Il tutto coperto a sua volta dalla mucosa riposizionata e suturata. Con questo metodo cerchiamo di mantenere l'estetica rosa, minimizzando la perdita di tessutti molli e ripristinando il comfort funzionale.  TRATTAMENTO ALTERNATiVO? Un’altra opzione offre la chirurgia resettiva, ovvero l’abbassamento dell’osso intorno all’impianto eliminando le parete del cratere. Sempre con il laser oppure con il piezosurgery,  in modo che le spire dell'impianto rimangono scoperte sopra la gengiva. A questo punto dobbiamo lucidare l’impianto rimuovendo la superficie ruvida che potrebbe se no favorire l’accumulo di placca batterica. Con questo metodo molto efficace si sacrifica l'estetica perchè avrai un impianto lungo, con degli spazi larghi tra corona e gengiva. che richiede molto più manutenzione e una volta guarito va istaurata un'igiene orale corretta per poter prevenire altri episodi del genere. CHI RISCHIA DI AMMALARSI DI PERI-IMPLANTITE? 1/Tutti pazienti che si trascurano e non eseguono bene la igiene orale domiciliare possono sviluppare una peri-implantite 2/Pazienti che soffrono di parodontite, anche se ben controllata rimane sempre un fattore di rischio 3/Pazienti che soffrono di diabete o con altre condizioni mediche comeS malattie cardiovascolari 4/ I fumatori sono più soggetti alla peri-implantite, perchè come per la parodontite vale che le mucose non hanno autodifese e sono anemiche, più soggette a infezioni. Effettivamente prima di proseguire con i trattamenti implantari in sostituzione dei denti persi nello Studio Moll valutiamo accuratamente la tua capacità di mantenere una buona igiene orale, e se tutte le condizioni mediche sono sotto controllo. In breve, se sei un paziente adatto a questo tipo di trattamento per poterti garantire il successo a lungo termine della terapia proposta. Il nostro recall-system, ovvero le visite di controllo ogni 4 o 6 mesi con sedute di igiene orale professionale e controllo radiografico servono a prevenire l’insorgere di mucositi e peri-implantiti.
Sono la Dottoressa Elena Speranza Moll, titolare dello Studio Moll. Mi sono laureata in Odontoiatria all’Università di Amsterdam nel 1988. Dopo la laurea sono venuta in Italia per un anno di riflessione e studio, lavorando comunque come dentista. Mi sono iscritta all’albo dei Medici e degli Odontoiatri a Brescia, perché lavoravo a Bergamo. Nel 1989 ho iniziato l’attività a Scandicci come libero professionista, ho avviato uno studio che successivamente nel 1993 ho potuto comprare dai proprietari precedenti. Attualmente sono iscritta all’albo dei Medici e degli Odontoiatri col numero 544. Nella mia professione mi occupo di odontoiatria generale, su cui faccio gli aggiornamenti e degli specifici corsi annuali. Partecipo ai grandi congressi Italiani e internazionali al fine di ampliare la mia conoscenza in odontoiatria, e per imparare a conoscere tante nuove tecniche di lavoro. SPECIALIZZAZIONI Ho iniziato con la chirurgia orale all'Università di Groningen in Olanda nel 1995. Mi sono indirizzata poi verso la parodontologia diventando socio della Società Italiana di Parodontologia dal 1995. www.sidp.it  gengive.org  Nell’ anno successivo ho iniziato a fare corsi teorici e pratici sull’ implantologia del sistema ITI a Milano e ulteriormente nelle tecniche avanzate di rigenerazione ossea, sia nella parodontologia (GTR) sia nell’implantologia (GBR). impiantidentali.org Ho fatto i corsi di perfezionamento all’Università di Firenze in Patologia Orale in 2004/2005 e nel 2002/2003 sull’Utilizzo del Laser in Odontoiatria. Visto il grande potenziale di applicazione ed i benefici per il paziente ho fatto altri corsi sull’argomento. Ho approfondito nella Scuola di Chirurgia Laser dell’Istituto Nazionale Tumori a Milano sulla “Chirurgia laser del cavo orale e otorinolaringoiatria” nel 2003 e sulla “Chirurgia laser della Cute e dei Tegumenti di transizione” e “Chirurgia laser cosmetica” nel 2005. Da questa ultima esperienza è iniziato anche l’interessamento e l'applicazione della radiofrequenza per il trattamento delle rughe peri-orali. A Vienna ho fatto i due Moduli con riconoscimento internazionale sui laser usati in odontoiatria nel 2007 e 2008, e il corso sulla Sicurezza Laser. Lavorando tanto con il laser ho creato un’ampia conoscenza sulle sue applicazioni, con documentazione clinica completa sui trattamenti laser-assistiti. Ho potuto condividere la mia esperienza con molti colleghi in qualità di relatrice in svariati congressi e conferenze in Italia e in tutto il mondo. Ho scritto e pubblicato anche degli articoli sull’argomento in giornali scientifici internazionali. Devo dire che fare i corsi e insegnare comporta anche imparare ed è una attività altamente stimulante. L'ultima mia presentazione a settembre 2012 era all'Università di Tor Vergata sull'uso del Laser in Chirurgia Parodontale Rigenerativa. CONSULENZE Dirigo il mio studio con consulenze specialistiche in ortodonzia per poter offrire al paziente sotto trattamento le varie opzioni del piano di trattamento presso il mio studio, sia per i bambini, sia per gli adulti. Già dal 2005 lo Studio Moll ha una fruttuosa collaborazione con il Dr. Giuseppe Citino. Quando lo ritengo utile chiedo un  consulto per te per ragioni funzionali, protesiche, chirurgiche o estetiche. Dopo lo studio del tuo caso l'ortodontista valuta la necessità del trattamento che potrebbe essere un semplice spostamento di un dente, come potrebbe essere una vera propria riabilitazione ortodontica, facendo uso anche di tecniche invisibili come Invisalign e l’ortodonzia linguale accanto agli apparecchi ortodontici tradizionali. Altrettanto mi avvalgo della consulenza di una specialista in Endodonzia per le devitalizzazioni più complessi. ASSOCIAZIONI Partecipo ben volentieri alle iniziative dell’ANDI, l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, che per informare il pubblico sulla salute della bocca è presente all’occasione del mese di prevenzione in ottobre sulle piazze fiorentine e nelle fiere con un gazebo in cui si trova una poltrona per fare le visite gratuite. Parliamo della prevenzione del cancro orale all’Oral Cancer Day, e per la lotta contro l’abusivismo della professione, informiamo la gente sui falsi dentisti che creano dei grossi danni biologici ai pazienti ignari. Nelle scuole abbiamo fatto il corso agli insegnanti, inoltre, come dentista ANDI effettuo le sigillature gratuite sui bambini dell’età di 7-8 anni. Nel nostro studio operiamo a livello internazionale; i miei assistenti parlano inglese, russo e spagnolo ed io, essendo Olandese, oltre alla mia lingua, parlo inglese, tedesco e francese. Ho una grande passione per il mio lavoro. Trovare la soluzione giusta alla misura della tua necessità e arrivare con l’aiuto dei collaboratori al risultato desiderato, che sia un bel sorriso o la funzionalità ripristinata, o il dolore tolto o la paura sparita, continua a darmi, anche dopo vent’anni di attività, sempre una grande soddisfazione professionale. Spero di vederti presto!
No, l’intervento non fa male perché mettiamo l’anestesia locale. Può durare da 30 minuti a un’ora e mezza, dipende se si tratta di un intervento complesso con rigenerazione ossea. Facciamo le foto per documentare bene il caso e puoi riposare qualora ne sentissi il bisogno. In ogni caso puoi parlare se ci fosse un problema o un disaggio. Dopo l'intervento potresti gonfiare, di più quando l’intervento per mettere gli impianti dentali è nella mascella superiore, ma non sentirai dolore, giusto il disagio dell’intervento. Usando per bene le medicine prescritte e seguendo le istruzioni post-operatorie avrai una rapida e buona guarigione.
La rigenerazione ossea è indicata nel caso di una carenza di tessuto osseo nel sito dove l'operatore desidera mettere un impianto dentale. Per prima cosa è necessario studiare bene il caso: l'occlusione della tua bocca va riprodotta in modelli di gesso, per stabilire quale sarebbe l'ingranaggio perfetto con i denti contrastanti.  Inoltre vanno eseguite le radiografie e tomografie  per poter ottenere  le giuste informazioni sulla quantità di osso mancante in senso verticale e/o in senso orizzontale. L'impianto solo a quel punto può essere posizionato protesicamente guidato, ovvero nel posto dove l'ingranaggio con gli altri denti è ottimale.  La mancanza di osso potrebbe essere tale da richiedere un intervento ad hoc solo per la rigenerazione ossea. Useremo delle viti molto piccole che, coperte da una membrana, fanno una specie di tenda sotto la gengiva nel luogo  in cui manca l'osso. La "tenda" che ha una funzione da barriera contro le cellule della gengiva, viene riempita con osso artificiale e osso del paziente stesso, che raccogliamo in modo assolutamente a-traumatico con il Piezosurgery. Uno strumento ad ultrasuoni che delicatamente raccoglie dei chips di osso. La chirurgia implantare rigenerativa ovvero la maturazione di questo osso nuovo sotto la membrana richiede da 4 a 6 mesi di tempo, prima che si possa proseguire con il posizionamento dell'impianto. La membrana può essere riassorbibile oppure non-riassorbibile con o senza rinforzo in titanio. Quest'ultima, la membrana non-riassorbibile rinforzato di titanio viene applicata nei siti con ampi diffetti ossei e ha bisogno di essere rimossa come tutte le membrane non-riassorbibili o griglie di titanio dopo il periodo di rigenerazione con un piccolo intervento. La membrana non-riassorbibile ha una funzione ottimale perchè riesce escludere veramente le cellule di tessuti molli che crescono molto più veloce di quelle che creano l'osso. L'osso ha cosi tutto lo spazio e il tempo necessario per crescere e mineralizzarsi senza intrusioni di tessuti molli. La membrana riassorbibile in collagene viene utilizzata quando i diffetti ossei sono piccoli o ben delineati e ha una funzione da barriere contro i tessuti molli che dura fina a tre mesi, poi è riassorbita. Ci piace poi utilizzare di nuovo il Piezosurgery per il posizionamento dell'impianto dentale, in modo da preservare e ledere meno possibile l'osso rigenerato. Certe volte anche se le relazioni verticali tra le arcate dentarie sembrano ideali, ci può essere sempre una mancanza d'osso in senso verticale. Esistono nella arcata superiore i seni mascellari che sono "vuoti d'area" che sono in collegamento con il naso. Allora talvolta dovremo fare un rialzo del seno mascellare, ovvero riempire quel "vuoto" con osso, Senza questo intervento l'impianto pescherebbe nel vuoto e non avrebbe mai la stabilità per poter portare in seguito una capsula.L'intervento viene eseguito con piezosurgery, osso artificiale, osso autologo e membrana. Quando il seno mascellare non è molto pneumatizzato e c'è ancora osso alveolare fino a 5mm si può con una tecnica semplificata fare un rialzo del seno mascellare piccolo limitato al sito dove viene posizionato l'impianto. I tempi biologici di maturazione sono sempre da 4 a 6 mesi. Ci vuole una "pace biologica", che è essenziale perché permette la rimineralizzazione completa del nuovo osso nel seno mascellare. Quando abbiamo invece delle mancanze di osso più contenute possiamo proseguire con una rigenerazione contemporanea al posizionamento dell'impianto. In quel caso il difetto osseo e l'impianto stesso saranno coperti dall'osso sostitutivo o da quello del paziente stesso  ed infine dalla membrana riassorbibile in collagene. Può capitare che un paziente per ragioni di salute non può subire a breve distanza due interventi. Potrebbe essere sotto cura con anticoagulanti che devono essere sospesi o drasticamente diminuiti per poter effettuare un intervento. Cosi ci sono varie condizioni di salute che richiedono limitazione di interventi chirurgici e tecniche  mini-invasive. Un paziente può anche semplicemente optare per una soluzione non-chirurgica che offre in certe casi l'ortodonzia. Potremo ricorrere all'ortodonzia per  spostare i denti, in senso verticale e in senso orizzontale e ottenere cosi una vera rigenerazione ossea ortodontica, che ci permette di posizionare gli impianti dentali protesicamente guidato. Nello Studio Moll contiamo sulla sulla tua collaborazione, vuol dire che dovresti seguire alla lettera le istruzioni post-operatorie e che dovresti astenere per davvero di fumare per i giorni precedenti e successivi all'intervento durante la guarigione e mantenere a tutti i tempi un igiene orale corretta. Nel caso lo riteniamo utile ti proponiamo una cura con integratori alimentari. Crediamo che il metabolismo osseo può giovare di vitamine e minerali che sono coinvolti nei processi di rimodellamento osseo. L'esperienza clinica di quasi vent anni in questo campo dello Studio Moll ha dimostrato che accanto a creare le circostanza ideali, utilizzando le tecniche chirugiche idonee e i materiali scientificamente comprovati, l'uso di queste vitamine e minerali influisca positivamente sul processo metabolico osseo.
 
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