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Un alito fresco o alitosi. Cause e rimedi per un problema sociale Un alito pesante è un grande problema che influisce sull’atmosfera sociale ed intima del paziente. Soprattutto quando un paziente non è consapevole del suo fiato che allontana un interlocutore o un suo partner o compagno. Un alito o fiato sgradevole può creare problemi di copia se non c'è una comunicazione aperta. Quali sono le cause e quali sono i rimedi.  Placca Batterica Certe specie di batteri (gli spirocheti) che si sviluppano nell’accumulo di placca batterica sui denti, ma anche sul dorso della lingua, potrebbero avere come scarti metabolici dei prodotti solforici, che hanno un odore particolarmente pesante. Ed ecco l'alito non-fresco. Di mattina al risveglio si può capire se la sera precedente i denti sono stati lavati bene o meno, dall'alito e dalla sensazione che c'è una pattina vellutata sui denti. Con un’adeguata igiene orale quotidiana, e con lo spazzolamento corretto dei denti, si può risolvere l’alitosi causata dalla placca. Esistono degli spazzolini elettrici molto indicati per rimuovere la placca efficientemente Da dente per dente. La lingua va anche spazzolata con uno spazzolino largo come Tau-Marin o con un tongue-scraper, cioè un raschia-lingua. Ricordatevi che un collutorio non rimuove la placca ma da solo un effetto illusorio di un fiato fresco e risolve temporaneamente l'alitosi. Gengive Infiammate,  Gengive che sanguinano col minimo contatto, o i pazienti che soffrono di parodontite/piorrea, spesso hanno un alito ben distinto e sgradevole. Il sangue che rimane sui bordi e soprattutto sotto i bordi delle gengive va in putrefazione e emana un odore di decomposizione. Se trova sangue quando spazzola denti o la mattina sul cuscino, oppure se si muovono i denti probabilmente soffre di parodontite, che è un infiammazione cronica delle gengive e dell'osso sottosstante. Per il trattamento delle gengive infiammate e della parodontite bisogna per forza recarsi dal dentista per l’igiene orale professionale, la detartrasi e levigatura delle radici, cioè per affrontare il problema della parodontite con un adeguato piano di trattamento. Inizia comunque già da di subito spazzolarsi bene denti, massaggiando le gengive e spazzolando anche la lingua. Non bisogna fermarsi se vede il sangue perchè è solo un indicazione che il sito non è stato pulito bene e ha perciò anche più bisogno di essere spazzolato... Chi sono più sensibili alla placca batterica e più a rischio di avere le gengive infiammate? 1-persono con predisposizione genetica 2-persone che hanno malattie sistemiche, cardiovascolari o diabete 3-persone che fumano 4-persone in gravidanza 5-persone adolescenti 6-persone obese Carie La carie può causare un alito sgradevole. Quando è più estesa fino alla gengiva, che di conseguenza si infiamma. Possiamo trattare le carie di solito rapidamente, in un’unica seduta. Spesse volte alla carie si accompagna uno spesso strato di placca batterica o tartaro, per cui consigliamo la seduta di igiene orale professionale, per eliminare del tutto il problema dell' alitosi e i trattamento delle carie. Comunque sempre la mancanza di un regolare igiene orale è la causa. Estrazione Dopo un'estrazione si potrebbe avere per più tempo uno sgradevole gusto in bocca e l’alito nefasto. Dipende dalla rapidità della guarigione del sito post-estrattivo. Se la guarigione è alterata un paziente può inoltre avvertire dolore. Si chiama dry socket e guarisce lentamente. E' importantissiamo astenersi del tutto dal fumo dopo unestrazione perché rallenta fino a 50% la guarigione e causa una dolorosa dry socket. In questo caso bisogna recarsi dal dentista per un trattamento adeguato. Bocca Secca Una bocca secca può causare il fiato pesante. Spesse volte è causato dal fumo. Troppe sigarette atrofizzano le mucose orali e anche le ghiandule salivari, lasciando una bocca eternamente secca. La bocca secca può essere causato inoltre da medicine o da stress, da cambiamenti ormonal come la menopausa, dal fumo, da una malattia come il Morbo di Sjøgren, ma anche perché il paziente semplicemente beve troppa poca acqua durante giorno. Gli anziani spesse volte non bevono abbastanza eppure un litro e mezzo o due litri d'acqua al giorno può migliorare la secchezza delle mucose in tutto il corpo. Se aumentando il consumo di acqua e non cambia la secchezza della bocca si consiglia di mettersi in contatto col dentista o col medico di famiglia. Mal di Gola Il mal di gola è una delle ragioni più comuni dell' alitosi. Il paziente deve andare dal medico di famiglia per farsi trattare. Chieda però sempre se è causato da virus o batterie. Perchè nota bene contro i virus gli antibiotici non funzionano. Cibi / Medicine / Fumo / Alcol Tutto quello che entra la nostra bocca come aglio, cipolla ma anche yogurt, latte e formaggio lasciano un alito spesso pesante e ognuno di essi produce il suo odore ben distinto. Bisogna spazzolare i denti ma anche la lingua per poter avere una bocca veramente fresca dopo aver mangiato L’abuso di alcol dà un fiato alterato riconoscibile che purtroppo non si risolve con un semplice igiene orale. Il fumatore accanito ha il problema del fiato difficile da nascondere e anche qui non basta lo spazzolamento dei denti. Stomaco e malfunzionamento dell'apparato digestionale Solo una percentuale molto piccola (meno di 2%) di pazienti con l’alitosi ha come origine un malfunzionamento o malattia dell’apparato digestionale. Dopo aver eliminato tutte le cause più comuni di alitosi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un gasterointerologo. Attento però, perché certo un digiuno può altrettanto causare un alito sgradevole. Le persone che non fanno colazione o che mangiano poco o niente per seguire alla lettera una dieta potrebbero avere gli stessi problemi, senza che se ne rendono conto! Particolarmente persone che soffrono di anoressia o bulimia sono a rischio di alitosi. Nello Studio Moll trattiamo tanti pazienti con questi problemi e sappiamo come identificare la ragione dell' Alitosi e magari anche fare presente al paziente che può essere completamente ignaro del suo problema, per poter infine prescrivere una cura mirata.
Da almeno vent’anni i bifosfonati sono prescritti come anti-riassorbitivi, poiché il loro principale, ma non unico target è rappresentato dalle cellule osteoclastiche, che a loro volta nel complesso metabolismo osseo si occupano del riassorbimento dell’osso.C'è un equilibrio tra le cellule che creano l'osso, la osteosintesi e quelle che lo riassorbono. Per esempio l'ortodontista fa uso di questo meccanismo quando muove i denti nell'osso. Spostando i denti con degli apparecchi, da un lato fa riassorbire l'osso (nella direzione dello spostamento) e dall'altro lato lo crea (nello spazio dove prima si trovava il dente). La crescita e qualsiasi guarigione di frattura o il rimodellamento dell'osso dopo p.e. un estrazione avviene tramite questo processo di riassorbimento e osteosintesi. Con l'età e per ragioni di cambiamenti ormonali, ma anche per malattia in persone di qualsiasi età, l'equilibrio si può spostare verso le cellule che riassorbono l'osso. Nel caso di p.e. osteoporosi, osteogenesi imperfetta, o il Morbo di Paget c'è un eccessivo riassorbimento osseo e vengono spesso prescritti i Bifosfonati come cura anti-riassorbimento osseo. Un’importantissima applicazione dei Bifosfonati si trova in Oncologia. Sono preziosi strumenti farmacologici - assunti in quei casi per via endovenosa - che prevengono la progressione delle manifestazioni ossee correlate alla malattia tumorale e sono in grado di migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti oncologici prevenendo il rischio fratture multiple.                                              La prescrizione di bifosfonati per la prevenzione di osteoporosi da donne che entrano in menopausa sembra che sia più dettata dalle case farmaceutiche e può essere considerata come eccessiva, visto che si tratta di una cura molto pesante che ha tanti effetti collaterali. Per la prevenzione si può meglio ricorrere a uno stile di vita sana con movimento e sport e una corretta dieta. Eventualmente assumendo dei supplementi alimentari che non devono essere solo a base di calcio e magnesio, ma che dovrebbero contenere tutti i micro-elementi che fanno si che tali elementi come il Calcio vengono effettivamente assorbiti dall'osso rinforzandolo cosi. Assumendo i Bifosfonati l'osso perde in gran parte la capacità di rimodellamento e di guarigione, che comporta però varie conseguenze. Se l'osso per più di otto settimane rimane esposto nel cavo orale, privo di gengiva p.e. dopo un’estrazione, non guarisce più e va in necrosi. Ciò può avvenire senza sintomi ma si possono manifestare anche forti dolori, infezioni, pus e frattura dell'osso.I pazienti con osteonecrosi sono inviati al chirurgo maxillo-facciale e sono poi trattati con antibiotici, sciacqui orali con clorexidina allo 0,12% e con antidolorifici e con un eventuale delicato raschiamento chirurgico eseguito con il piezosurgery. Un trattamento laser potrebbe però essere un alternativa ancora migliore per gli effeti antibatterici, anti-infiammatori e anti-dolorifici. Il laser ad Erbio asporta lentamente l'osso necrotico e un trattamento pre- e post-operatorio di LLLT ovvero il Low Level Laser Therapy con un laser diverso può ottenere una più rapida guarigione dei tessuti molli circostanti e combattere il dolore che accompagna purtroppo questa condizione. Il Low Level Laser Therapy è applicato proprio come terapia del dolore anche nei casi di neuralgia faciale e nei disfunzioni temperomandibulare. Un paziente con problemi parodontali, il fumatore e chi fa uso di alcol ha un rischio maggiore di sviluppare osteonecrosi correlata all'uso di bifosfonati. Cosi anche il paziente bruxista che a causa delle eccessive forze esercitate sui suoi denti insieme all'uso di bifosfonati che reduce la capacità di rimodellamento osseo intorno a questi denti, può dimostrare lesioni spontanee di osteonecrosi. Nello studio Moll trattiamo pazienti in cura con Bifosfonati. Ci occupiamo di eliminare ogni fonte di traumatismi nei tessuti molli durante l’igiene orale professionale.Tre settimane prima della chemioterapia in associazione con Bifosfonati, un paziente deve aver risolto i suoi problemi odontoiatrici e curati i punti critici della sua bocca. Estrazioni e carie vanno trattate, gengiviti e parodontiti vanno tenute sotto controllo. Soprattutto i trattamenti chirurgici come le estrazioni hanno la priorità. Si consiglia di aspettare poi la completa guarigione dei siti post-estrattivi prima di iniziare la cura con bifosfonati. Il paziente già sotto cura deve sottoporsi a controlli ogni tre-quattro mesi per l’igiene orale e a casa deve mantenerla in modo scrupoloso. L'implantologia e le estrazioni nel paziente in corso di chemioterapia vanno evitate. Nel caso che il paziente necessiti di un trattamento chirurgico bisogna avere, se è possibile, in accordo con il medico generico che ha prescritto tali medicinali per il trattamento di osteoporosi, un'interruzione di almeno tre mesi dalla cura con Bifosfonati. Anche se non è chiaro quanto durino gli effetti colletarali di questi medicininali ed è difficile prescrivere un termine se un paziente ne ha fatto uso per tanti anni. Al paziente va consigliata una profilassi con un antibiotico ad ampio spettro e va effettuata un’igiene orale antecedentemente all'intervento. L'intervento va eseguito con l'ausilio della Piezosurgery per i maggiori vantaggi rispetto alle frese tradizionali in termini di precisione delle osteotomie senza surriscaldamento osseo che a sua volta potrebbe comportare la necrosi. Si consiglia di ripartire con i Bifosfonati solo dopo una completa guarigione. Infine un paziente, che ha finito il suo percorso con i Bifosfonati e che necessita la terapia implantare deve aspettare fino a sei mesi. Prima che si possa affrontare un intervento, è necessario il completo ripristino del metabolismo osseo, cioè che venga ristabilito l’equilibrio tra riassorbimento e osteosintesi tra le varie cellule coinvolte. Nello Studio Moll lavoriamo in implantologia con il laser e con il piezosurgery. Un sito post-estrattivo viene sempre decontaminato con il laser.  In seguito la preparazione del sito implantare con ultrasuoni è a-traumatica. Il rischio di un’osteonecrosi o altre alterazioni al livello dell’osso, sono ridotti fino al minimo. La chirurgia eseguita con il piezosurgery risulta inoltre in una rapida guarigione e un grande confort del paziente durante e dopo l’intervento.
Ho dolore, aiutami cosa devo fare… Com’è questo dolore?  Si può descrivere come acuto con delle fitte insopportabili, o è più un dolore continuo, un’uggia che diventa insopportabile? Nel primo caso probabilmente il dolore è causato da una pulpite acuta, cioè il nervo di un dente è molto infiammato. Con l’infiammazione aumenta la pressione sul nervo nel dente ed è per questo che senti  dolore. Bisogna recarsi da noi al più presto e nel frattempo eventualmente prendere un analgesico e cercare di dormire con la testa in alto. Faremo una radiografia del dente e inizieremo subito il trattamento per rimuovere il dolore. Di solito il nostro approccio è con il laser in modo che possiamo anche avvicinare un "dente intoccabile” per fare la devitalizzazione. Nel secondo caso è più probabile che le gengive intorno al dente siano parecchio infiammate. Probabilmente ad una leggera pressione esce già il sangue e chiudere i denti tra loro potrebbe essere doloroso, perché tutto l’apparato di sostegno del dente ormai è infiammato. Bisogna evitare di fumare e cercare di pulire e massaggiare bene le gengive nonostante il dolore o la comparsa di sangue. Bisogna venire da noi e fare una radiografia per avere  una corretta diagnosi e trattare quindi adeguatamente al fine di rimuovere al più presto il dolore.  Esiste anche la combinazione di queste condizioni sopradescritte che porta in quel caso anche ad un dolore combinato. Un’altra ragione per cui un dente può fare male al tocco è il trauma occlusale, cioè quando un dente batte troppo forte con il dente contrastante con cui ha il suo incastro. Potrebbe essere un dente con una nuova capsula,  o un nuovo intarsio o un otturazione fatto da poco che fa male. Qui una rapida correzione dell’altezza  del dente di solito da un sollievo immediato. Anche qui il dente è intoccabile e tratteremo con il laser. Magari se non c’è stato un trattamento recente di quel dente conviene fare una rivalutazione di questo dente e di tutta l’occlusione, l’ingranaggio dei tuoi denti e va preso in considerazione il consulto dello specialista in ortodonzia. Dopo la cementazione di un intarsio o un otturazione di composito un dente può rimanere sensibile al caldo e freddo. A causa del trattamento del dente per poter incollare il lavoro, il nervo potrebbe essersi sensibilizzato. Conviene utilizzare un gel o collutorio a base di fluoro che ha un forte capacita di desensibilizzazione.  Vieni comunque al più presto in studio per eliminare questo disagio. Quando si tratta del dente del giudizio normalmente lo sai già da te, perché è un dolore che va e viene in fondo alla bocca  e solo quando si gonfia e dà un dolore forte decidi di levare il dente. Sappi però che prima il gonfiore deve essere sparito. Spazzola bene e sciacqua con acqua e sale. Se c’è presenza di pus bisogna prendere dei medicinali prescritti. Vieni al più presto perché ci occorre anche la radiografia panoramica, l’ortopantomografia, che possiamo fare direttamente in studio, per vedere la posizione del dente del giudizio. Potrebbe essere che il dente del giudizio è parzialmente coperto dalla gengiva dopo l’eruzione completa. Quando c’è sufficiente spazio nell’arcata rimuoviamo questo operculum, il pezzetto di gengiva sopra il dente,  con il laser indolore e l’ottavo dente può allora tranquillamente rimanere in bocca. Invece se il dente del giudizio ha una posizione errata o se c’è spazio insufficiente per poter fare una buona igiene orale, bisogna procedere con l’estrazione appena i tessuti molli sono sfiammati. Nello Studio Moll facciamo l’’estrazione con l’ausilio del piezosurgery che lavora in modo  a-traumatico e comporta una rapida guarigione e un ridotto gonfiore post-operatorio. Segui bene le istruzioni post-operatorie che ti diamo. Una guarigione alterata può portare a un dry socket  e altri dolori che saranno ben più difficile da curare.   Se senti il dolore solo la mattina quando ti svegli e lo senti a tutti i denti, nonché anche un po’ ai muscoli, allora probabilmente si tratta di bruxismo, e vuol dire che stringi di notte i denti troppo forte o forse digrigni i denti fra loro senza rendertene conto. Queste parafunzioni spesse volte sono causate da stress. Il trattamento consiste in un meticoloso controllo dell’articolazione delle arcate anche dallo specialista in ortodonzia e la prescrizione di un bite che protegge i denti di notte da subito. Ci sono anche altre ragioni per cui uno può sentire dolore alle mucose, per esempio quando si porta una protesi rimovibile. Dove la protesi preme troppo forte sulla gengiva c’è un arrossamento della mucosa, che è molto sensibile e che si può trasformare in ulcera. In quel caso bisogna tenere l’apparecchio in bocca prima dell’appuntamento con noi in modo che vediamo bene dove fa male la protesi e possiamo correggerla. Anche l’infiammazione delle mucose in tutta la bocca, la stomatite, può dare una brutta sensazione di bruciore il cosidetto "burning mouth syndrome", che porta a bere tanta acqua ghiaccia per spegnere il fuoco in bocca.  Bisogna astenersi immediatamente dal fumo che può essere una causa, la cosiddetta stomatite da fumatore. Come anche lo potrebbero essere le infezioni micotiche. Per esempio un portatore di protesi totale potrebbe soffrire di un resistente forma di candida nelle mucose sotto l’apparecchio, e questa condizione richiede un trattamento adeguato. Dalla visita e l’esame orale capiremo l’origine e decidiamo come trattare al meglio questo problema. L’afta  e l’herpes, che si presentano come piccole ulcerazioni, possono dare forte dolore. Un rapido trattamento con il laser dà un sollievo immediato Per qualsiasi altro tipo di dolore puoi sempre telefonarci per chiedere informazioni o fare una domanda su questo sito. Ti ricordiamo però di telefonare prima di prendere dei medicinali, specialmente ricordati che l’antibiotico non è un antidolorifico!
Come sono fatte le gengive? Le gengive avvolgono e circondano i nostri denti. C’è un piccolo spazio tra dente e gengiva che si chiama solco. Inoltre la festonatura, ovvero la forma a ghirlanda della gengiva è perfezionato dalla presenza della papilla, il triangolo di gengiva che riempie lo spazio tra due denti vicini. Quando le gengive sono sane hanno un aspetto roseo con delle piccole impressioni che ricordano la buccia d’arancia. Nella gengiva sana però si possono trovare pigmentazioni più scure che sono legate al tuo biotipo di carnagione. Se li trovi sgradevoli allora nello Studio Moll li puoi fare togliere con il laser senza anestesia né bisturi né trapano. Come sono relazionate all'osso? Le gengive coprono l’osso di sostegno del dente che mostra perciò sempre la sua architettura. Quando il colletto si scopre progressivamente e la gengiva, nonostante l’aspetto sano, si abbassa sempre di più, vuol dire che in quella porzione si è ritirato l'osso. Le recessioni della gengiva sana avvengono a causa di un metodo di spazzolamento troppo violento, anche se è un fenomeno che comunque con l’aumentare dell’età si presenta più frequentemente. Si possono verificare dei colletti sensibili che possono essere trattati con il laser per rimuovere immediatamente il dolore. Potremo anche coprire i colletti con la gengiva. Un intervento di chirurgia plastica parodontale elimina la sensibilità dentinale e risolve contemporaneamente l’aspetto estetico del dente allungato. In qualche caso potrebbe anche trattarsi di un frenulo troppo spesso e corto a causare la recessione. Dopo la rimozione del frenulo con il laser, di solito la gengiva riprende la copertura del colletto. Sorriso gengivale In qualche caso si nota troppo la gengiva, cosicché si ha un sorriso gengivale o “gummy smile”, vuol dire che il dente non è del tutto erotto. Si può rimediare se trovi questa condizione antiestetica con un allungamento della corona clinica. Si tratta di un trattamento laser-assistito che rimuove l’abbondanza di gengiva ed eventualmente anche l’osso per poter creare una festonatura gradevole nel rapporto con il labbro superiore. Come mai si infiammano le gengive? La gengiva può ammalarsi e infiammarsi: in questo caso si chiama gengivite ed è causata dalla placca batterica rimasta sui denti e nel solco della gengiva. Con un leggero tocco essa incomincia a sanguinare e spesso il paziente poi evita di toccare ulteriormente la gengiva, il che peggiora solo la situazione. In questo caso le gengive hanno un aspetto rosso e gonfio, certe volte anche scostato dal dente. Come gli adulti anche i bambini e gli adolescenti possono soffrire di gengivite. I primi perché non spazzolano bene, mangiano troppe volte al giorno senza spazzolarsi dopo, o quando hanno un apparecchio ortodontico che non puliscono bene. I secondi per le medesime ragioni, ma anche perchè hanno dei cambiamenti ormonali che rendono le gengive più fragili. La stessa cosa si verifica anche nelle donne in gravidanza con livelli ormonali scombussolati, le quali hanno una sensibilità maggiore. Con un protocollo ben preciso si affronta questa condizione per evitare che il fenomeno possa progredire e diventare una parodontite. Una gengivite si risolve con un’igiene orale professionale e con la quotidiana rimozione della placca batterica che la causa, usando spazzolino, scovolino, filo interdentale ecc. finchè non c’è più sanguinamento e le gengive hanno di nuovo il loro aspetto salutare. Certo se sono apparse anche delle ulcerazioni sulla gengiva allora la cosa è ben più grave e richiede un trattamento mirato con prescrizioni di medicinali. Parodontite o piorrea, quale è la causa? Quando non si interviene questa gengivite può trasformarsi in parodontite.I sintomi della gengivite sono amplificati e l’alito diventa pesante con un sapore cattivo persistente in bocca; i denti potrebbero spostarsi, creando degli spazi tra essi o allungarsi. La perdita di stabilità è talvolta abbinata a delle fuoriuscite di pus. In questo caso la gengivite ormai è diventata cronica e ha coinvolto l’osso di sostegno del dente. Si trovano placca batterica e tartaro sui colletti dei denti, anche se in certi casi si verifica una parodontite con una limitata presenza di placca. Facciamo la diagnosi con il sondaggio del solco gengivale del dente con uno strumento che misura la sua profondità fino a 15mm. Sopra i 4mm possiamo chiamarla tasca parodontale, che vuol dire che ha perso osso di sostegno del dente a causa di un’ infezione batterica. Non si riesce a rimuovere la placca da quella profondità e cosi i batteri hanno gioco libero e infiammano sempre di più l’osso sottostante che si ritira e va a formarsi tartaro sotto la gengiva. La diagnosi viene confermata dalla radiografia che ci dimostra la severità della perdita d’osso. Le cause della malattia parodontale o piorrea sono come già descritto la placca batterica. Alcune condizioni possono peggiorare o influenzare negativamente questa malattia. Fattori aggravanti Il fumo è una fattore di rischio importante. Un fumatore spesse volte ha le gengive anemiche senza difese. Non sanguinano nemmeno eppure ci sono delle tasche parodontali profonde. La predisposizione è ereditaria, quando i genitori o i nonni o gli zii soffrirono di piorrea e hanno perso i denti, rischi anche tu se non mantieni un’ igiene orale adeguata. Con la gravidanza per i cambiamenti ormonali le gengive sono più sensibili alla placca batterica e si infiammano più facilmente e più severamente. E’ molto importante un controllo rigido della malattia parodontale nelle donne in gravidanza per non rischiare delle complicanze ostetriche. Una malattia parodontale trascurata potrebbe causare delle gravi alterazione a carico della placenta e del feto che comporta un incremento del peso ridotto, un nascituro sottopeso e contrazioni uterine premature con conseguente parto pre-termine, appunto. Un’altro fattore di rischio è lo stress che comporta purtroppo un abbassamento delle difese immunitarie e una trascuratezza dell’igiene personale. Diabete e malattie cardiovascolari possono favorire lo sviluppo della parodontite. La parodontite destabilizza il diabetico e peggiora le condizioni del paziente con problemi cardiovascolari, questo è un circolo vizioso che bisogna interrompere trattando adeguatamente la parodontite con le varie terapie. Inoltre l’uso di certi medicinali come antidepressivi o contraccettivi o altri farmaci possono influire negativamente sulla salute della gengiva Trattamento parodontite | Prima fase I trattamenti consistono in una terapia causale, vale a dire eliminando le cause, la placca e il tartaro e controllando dove possibile i fattori di rischio. Con l’igiene orale professionale (in più sedute ravvicinate se c’è tanto tartaro), dobbiamo eliminare i batteri virulenti dalla tua bocca. Eventualmente somministriamo l’anestesia dove necessaria e daremo un'istruzione su come mantenere bene l’igiene orale con l’ausilio di filo interdentale, scovolini, stuzzicadenti, spazzolino elettrico e idropulsore. Prescriviamo un collutorio a base di clorexidina e in certi casi sono indicati anche gli antibiotici. Dopo l’igiene un paziente può essere più sensibile al caldo e freddo, questo può essere passeggero ma nel caso che il fenomeno non diminuisca da solo potremo desensibilizzare i colletti con il laser il chè dà un sollievo immediato. Ti richiamiamo regolarmente per il controllo della salute della gengiva. Trattamento parodontite | Seconda fase Una volta stabilizzato il paziente possiamo considerare di intervenire chirurgicamente per migliorare l’architettura dell’osso e di conseguenza della gengiva in modo da facilitare tutte le azioni del paziente per mantenere l’igiene orale.Ci sono diversi obiettivi nella chirurgia parodontale. La tecnica del rimodellamento osseo si chiama chirurgia resettiva, che prevede la rimozione dell’osso con il laser in quei punti dove si viene a creare un cratere in cui si possono annidare placca e batteri. Come risultato hai dei denti più lunghi ma con una conformazione della gengiva che facilita la pulizia. Anche qui nel caso di persistente sensibilità dentinale un trattamento laser rimuove rapidamente questo disagio. Applichiamo la tecnica di rigenerazione ossea nei settori estetici. Dopo una decontaminazione laser della superficie radicolare riempiamo un difetto osseo intorno alla radice con un sostituto osseo e copriamo il tutto con una membrana. oppure con un gel osteoinduttivo, Emdogain. Cerchiamo di riavere l’osso perso che giova all’estetica e alla salute della gengiva. Dopo interventi del genere bisogna seguire rigorosamente le istruzioni post-operatorie e le prescrizioni dei medicinali. (vedi foto) Trattamento parodontite  | Terza fase La terza fase è la rivalutazione e il mantenimento del risultato ottenuto. Il monitoraggio dello stato gengivale è essenziale per poter intervenire tempestivamente al minimo segno di ricaduta. Purtroppo un paziente affetto da parodontite sarà per tutta la sua vita soggetto a una ricaduta facile se si abbassa la guardia.Vanno seguite alla lettera le istruzioni del parodontologo e tenuto alte le azioni di igiene orale quotidiano. Come mi comporto avendo la parodontite? A chi soffre di parodontite consigliamo di venire ogni 3 o 4 mesi per un controllo o un’igiene orale professionale. Soprattutto se la persona si è sottoposta a degli interventi conviene mantenere sempre la guardia alta, perché se si trascura si può ritornare alle situazioni precedenti e si possono perdere dei denti. Si consiglia vivamente di mandare anche la moglie, il marito, il/la fidanzato/a il partner per un'igiene orale professionale E un controllo dello stato parodontale. I batteri si trasmettono e la parodontite è considerata un “kissing disease” cioè la malattia del bacio, e contagiosa. Nota bene però che i batteri si possono trasmettere, ma non la predisposizione. Ecco perchè in un nucleo familiare può esserci un componente solo affetto da parodontite. Se una persona riesce a controllare i fattori ambientali che sono cause aggravanti come fumo, stress, stile di vita migliore rapidamente la prognosi. Così anche da chi riesce a curare bene la Diabete e malattie cardiovascolari tenendoli sotto controllo la situazione parodontale giova e rallenta il progresso dell'infiamazione cronica.
Russare e Apnea Notturna Russare è un problema intimo familiare In milioni di camere da letto il russare è un problema cronico. In tanti casi porta a tensioni nelle relazioni, stanchezza cronica, e infine a depressione. Da una ricerca olandese, in cui sono stati registrati gli effetti sonori del russatore, è venuto fuori che l’uomo è capace di produrre suoni con picchi fino a 90 decibel, paragonabile al rumore della classica sega a mano o al sorvolare di un F16 a 1500m di altezza. Comprensibile è la depressione del partner e dell’amato russatore che spesso si sveglia da solo a causa del chiasso che fa. Si può dire che il russare costa ben 3 settimane di sonno l’anno, e c’è addirittura un picco di richieste di separazione per negato riposo a causa del russare.  Perchè una persona non vuole ammettere che russa? Certe volte davvero non lo sa che russa e semplicemente non ci crede. Per chi ne è consapevole potrebbe essere difficile ammetterlo, proprio perchè non sa come risolvere il problema. Non vorrebbe recare disturbo e tenere sveglia la persona chi gli sta intorno ma non sa come fare e si sente in colpa o si vergogna. Un russatore svegliato dal partner si arrabbia anche perchè in fin dei conti già si riposa poco. Chi russa, quando? La roncopatia ovvero la patalogia del russamento, non colpisce solo l’uomo e non è sempre a causa della corporatura robusta. Anche le donne e gli uomini snelli hanno per varie ragioni questo problema. Il russare è un problema comune in quanto appare in 1 su 5 uomini e in 1 su 10 donne e in 1 su 10 bambini, che di conseguenza al mancato sonno potrebbero essere più emotivi. I soggetti colpiti potrebbero avere in comune una retrusione della mandibola, o le cavità nasali ostruite da polipi o tonsille o una deviazione del setto nasale. Va detto che il fumo irrita e rende meno pervie le vie aeree. Il fumatore ha decisamente un fattore predisponente alla roncopatia, anche se purtroppo non si può affermare che smettere di fumare porti all'eliminazione del problema notturno. Per quanto riguarda il consumo di alcolici, bisogna dire che si l'alcol diminuisce ulteriormente la tensione muscolare nel collo e nella bocca e per quello un non russatore, dopo aver bevuto può diventare un russatore acclamato. Perchè si fa tanto rumore? I suoni sono prodotti dal restringimento nella vie aree tra il naso e le corde vocali. L’effetto sonoro peggiora dopo aver consumato alcolici e cibo abbondante a causa del rilassamento muscolare. I muscoli del collo e della gola di notte non sono in tensione ma soprattutto è la lingua che abbassandosi nella gola ostruisce le vie aeree creando una vibrazione che risulta nel classico "sega a mano". Sindrome dell'apnea notturna ostruttiva Fumare non solo aumenta la difficoltà respiratoria ma esponenzialmente aumenta i rischi congiunti presenti nei soggetti con russamento severo, che soffrono in tal caso ache della Sindrome dell' apnea notturna ostruttiva ovvero l'ostruzione completa delle vie aeree. Il cervello recepisce come pericolosa la mancata ossigenazione e di riflesso i muscoli si attivano spostando l'ostruzione dalla gola. Man mano però le apnee si prolungono e diventono sempre più pericolose. Il paziente dorme superficialmente a causa dei tanti risvegli obbligatori per respirare e ricorrendo a dei sonniferi può soltanto peggiorare una situazione già dannosa per l'ossigenazione del cervello, che rischia l'Ictus se non si cura. Infatti nel nostro anamnesi che completa il nuovo paziente chiediamo se soffre di sonnolenza diurna o stanchezza cronica, o insomnia. Sono importanti indicatori per chi soffre di apnea notturna ostruttiva. Una condizione che bisogna affrontare per la salute generale.  Non tutti russatori soffrono di apnea notturna ma la probabilità che ci sono quest episodi durante il sonno aumenta nelle persone fumatori, sovrappeso e chi fa abuso di alcol. Come smettere di russare? Come trattare l'Apnea notturna? Soluzioni. Chirurgica Sicuramente chi dorme accanto a una persona che russa ha già provato tutto, da ruotare il compagno su un fianco a mettere i tappi nelle orecchie fino all’abbandono del letto. Una buona parte dei pazienti che si sottopongono a un intervento chirurgico di uvulofaringopalatoplastica, in cui viene ridotto l'uvula, sono spinti più da problemi con il partner che da sintomi veri e propri. Non-invasiva Nello Studio Moll potremo offrire come alternativa non invasiva una soluzione che è già comprovata nel Nord-Europa e che dà buoni risultati. Proponiamo un apparecchio tipo bite, con due aste che constringe la mandibola in avanti per tenere libere le vie aeree. Dopo aver controllato la bocca con un esame intraorale ci occore la radiografia panoramica per poter escludere contro-indicazioni per questo apparecchio che verrà fatto a misura per te. 'E semplice da inserire e controlla la lingua tenendo cosi aperte le vie aeree permettendoti di respirare comodamente e soprattutto silenziosamente.
Se un impianto dentale ha un ingranaggio giusto con gli altri denti in bocca, e se l’igiene orale quotidiana è corretta e se vieni a farti controllare ogni 6 mesi, un impianto può stare in bocca quanto ci staranno il resto dei tuoi denti. Se hai un passato di parodontite, o se sei un fumatore, o hai una malattia sistemica come il diabete gli impianti dentali possono con un minimo di trascuratezza dell’igiene orale rischiare una “vita” più breve. Dipende in questi casi alla fine dall’impegno di igiene orale quotidiana.
 
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